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Scopri Pianosa, le sue acque cristalline e la sua storia avvincente.

Scopri Pianosa, le sue acque cristalline e la sua storia avvincente.

Pianosa è un’isola che si trova nel mar Tirreno, compresa nell’Arcipelago Toscano.

Struttura dell’isola

L’isola possiede delle dimensioni in media con le altre dell’arcipelago, e dista circa 13 km dall’Isola d’Elba. Pianosa è collegata a quest’ultima nei mesi turistici tramite servizi di navigazione, mentre con Piombino è connessa tutto l’anno grazie alle imbarcazioni della compagnia Toremar. L’isola è compresa nella provincia di Livorno ed è sotto la giurisdizione di Campo nell’Elba. Il nome rimanda alla sua morfologia in quanto è l’unica isola dell’arcipelago senza nessun tipo di altura.

Il territorio è composto sia da coltivazioni di viti e olivi e sia da macchia.

Alcuni cenni storici

Come prima citato il nome dell’isola è in riferimento alla sua particolare forma, fin dai tempi più antichi: infatti deriva da Planasia, dal latino “planus”, appunto “piatto”. Il nome che conosciamo oggi ha origini direttamente dal Medioevo. Fin dalla preistoria l’isola è stata abitata, infatti sono state rinvenute tracce del Paleolitico superiore.

Sono stati scoperti importanti reperti riconducibili sia all’Eneolitico, (detta anche età del rame, fase storica di cui sono databili le sepolture in grotte naturali recuperate alla fine dell’800 da Foresi e Chierici), che all’età del bronzo.

Durante l’epoca romana Pianosa venne utilizzata come luogo di deportazione, infatti proprio qui venne esiliato nel VI/VII secolo d.C. Agrippa Postumo, e qui rimase, fino alla sua condanna a morte. Fra le rovine e i reperti che sono stati scoperti di quel periodo, sull’isola spiccano quelli di una villa romana importante, e di un sistema di catacombe particolarmente articolato su ben due livelli. La villa romana è chiamata anche Villa di Agrippa o Bagni di Agrippa, in memoria appunto di Agrippa Postumo. Dagli stili architettonici è facile dedurre che la costruzione sia stata sviluppata alla fine del I secolo a.C. e poi in seguito abbandonata nel I secolo d.C. Al giorno d’oggi c’è la possibilità di visitare il teatro e il peristilio della villa. La villa si trova sul piano roccioso dalla parte della costa orientale, e ai suoi piedi sono presenti, ormai semi sommerse dal mare, le rovine della peschiera.

Esistono dei depositi archeologici subacquei i quali dimostrano che l’isola di Pianosa era compresa nelle rotte commerciali del mar Mediterraneo romano, (come ovviamente tutte le altre isole dell’arcipelago Toscano). Oggi giorno sono state scoperte due di queste rovine sommerse dal mare, chiamate Pianosa 1 e Pianosa 2.

Durante il periodo del Medioevo l’isola fu contesa tra le Repubbliche marinare di Pisa e Genova, e dopo tante peripezie nel 1399, passò in maniera definitiva sotto il comando di Piombino. Da questo periodo in poi Pianosa fu più volte abitata ed in seguito abbandonata. Rimasero soltanto delle piccole colonie di elbani, che andavano ad abitare l’Isola solo nel periodo della pesca, fino a che non è sorto il carcere di massima sicurezza.

Il carcere di massima sicurezza

Durante il 1856 fu creata dal Granducato di Toscana a Pianosa un centro dove i condannati venivano inviati a scontare una condanna penale lavorando nei campi. Questo carcere continuò la sua attività anche durante l’epoca fascista e proprio qui vi fu incarcerato il presidente della Repubblica Sandro Pertini. In seguito, fu utilizzato come centro di detenzione per gli ammalati di tubercolosi.

Nel 1977 Pianosa divenne un penitenziario di massima sicurezza a tutti gli effetti, e tutti gli abitanti vennero evacuati definitivamente. All’interno del carcere, voluto da Carlo Albero dalla Chiesa, sono stati confinati uomini appartenenti ad organizzazioni terroristiche ed esponenti della mafia, tra cui Francis Turatello, Renato Curcio e Pasquale Barra. Con il passare del tempo il carcere perse gradualmente la sua funzione fino a chiudere i battenti definitivamente nel 2011. Da questo anno in poi è stato abrogato il divieto di sbarco per coloro che non facevano parte dell’organizzazione del penitenziario. Questo ha riportato molto turismo sull’isola, infatti esistono dei traghetti che partono dalla città di Marina di Campo, sull’Isola d’Elba, e che ti portano direttamente a Pianosa per una giornata. Inoltre, adesso è possibile anche passare delle notti sull’isola in quanto è stato costruito un hotel con 10 camere, gestito da una cooperativa di volontari e da condannati in regime di semilibertà del carcere di Porto Azzurro.

Se ti trovi in vacanza sull’Isola d’Elba, (se ti piace il litorale toscano visita anche Castiglioncello, guarda qui), e vuoi vivere un’esperienza unica e inimitabile, una gita sull’Isola di Pianosa non deluderà le tue aspettative. Acque cristalline e spiagge incontaminate ti attendono!

 

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