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San Galgano, l’Abbazia medioevale che toglie il fiato

San Galgano, l’Abbazia medioevale che toglie il fiato

In Toscana, vicino a Siena si trovano le rovine di un’abbazia meravigliosa, che lascia senza fiato, si tratta dell’Abbazia di San Galgano. Questa struttura è di maestosa bellezza e noi di Enjoing ti consigliamo di visitarla per scoprirla nei minimi dettagli. Intanto però ti raccontiamo tutto quello che devi sapere riguardo la sua storia e curiosità, (se ti interessa la zona di Siena e della Val D’Orcia, leggi qui).

L’Abbazia di San Galgano

L’Abbazia è un edificio cistercense, che si può collocare a 30 chilometri da Siena, all’interno del comune di Chiusdino. La struttura al giorno d’oggi è del tutto in rovina, è composta da solo le mura, e rappresenta una destinazione molto frequentata dai turisti.  L’Abbazia è priva di tetto, e l’intera struttura architettonica, assomiglia, in particolare dal punto di vista estetico al Complesso della Santissima Trinità, chiamata anche Incompiuta di Venosa (Potenza). Il tetto dell’edificio cadde nel 1786 in seguito ad un fulmine che andò a scontrarsi proprio contro il campanile dell’Abbazia, dopo venne sconsacrata e fu resa celebre soltanto nel 1926 quando lo stato italiano la pose sotto tutela per l’immenso valore culturale e artistico che rappresenta.

L’Abbazia cistercense fu costruita nel 1218 utilizzando differenti materiali come ad esempio il travertino, il sasso accapezzato e il mattone. Possiede una pianta a croce latina a tre navate, dalle dimensioni di 72 metri di lunghezza per 21 metri di larghezza, l’abside è composto da sei monofore ed un rosone, creando un’atmosfera di estrema eleganza. La magnificenza dell’edificio dimostra quanto era sentito il culto di San Galgano. Infatti, soprattutto nel XIV secolo, toccò punte di grande sfarzo specialmente per i privilegi imperiali che la tutelavano. Infatti, l’Abbazia di San Galgano fu protetta rispettivamente dagli imperatori Enrico VI, Ottone IV e Federico II. Avendo raggiunto così tanta popolarità, che l’abbazia cominciò ad essere contesa fra Siena e il papato fin quando nel 1506 in seguito a una serie di discussioni tra Papa Giulio II e la città di Siena, venne abolita qualsiasi tipo di celebrazione all’interno della struttura. Da questa data in poi l’Abbazia di San Galgano cominciò il suo lento ma rovinoso declino.

La storia di San Galgano

Chi era San Galgano? Galgano Guidotti, nacque nel 1148 a Chiusdino, un paesino nei pressi di Siena, vicino all’abbazia. Galgano era un cavaliere, e durante la sua adolescenza possedeva un carattere molto presuntuoso e autoritario, ma andando avanti con la sua vita, fatta di violenze e ingiustizie, cominciò a rendersi conto, che c’era qualcosa che non andava, sentiva la sua esistenza inutile e senza motivazioni.

Ad un certo punto, quindi decise di cambiare vita, per andare a rifugiarsi su di una collina di Montesiepi. Qui cominciò a seguire una vita isolata, come se appunto volesse espiare tutti i suoi peccati facendo penitenza, e ricercando continuamente Dio e la pace. Come gesto estremo di rinuncia a tutto quello che era stata la sua vita fino a quel momento, Galgano decise, nel 1181, di conficcare la sua spada all’interno di una roccia che si trovava vicino, con il semplice scopo di utilizzare come croce davanti la quale pregare. Nello stesso anno, il 3 dicembre, Galgano morì, e quattro anni dopo, venne dichiarato Santo dal Papa in carica in quell’epoca, Papa Lucio III.

La spada nella roccia

Al centro della Rotonda di Montesiepi, all’interno di una cappella distante qualche metro dall’Abbazia di San Galgano, si trova quella che si dice sia la spada conficcata da Galgano nella roccia. La leggenda della spada nella roccia si intreccia in maniera interessante con la storia di San Galgano. Infatti, alcuni studiosi hanno riscontrato delle similitudini tra le vicende di questo Santo e le leggende che girano intorno a Re Artù. Sembra che entrambe le storie siano avvenute intorno al XII secolo e inoltre, esistono delle somiglianze tra Galgano e il cavaliere della tavola rotonda, dal nome molto rassomigliante, Galvano. Queste due storie però non sono certificate, sono soltanto ipotesi, l’unico fatto certo è che questa spada esiste, ed è stata appunto incastonata all’interno di una roccia, esattamente come la leggenda narra da secoli.

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