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Resta connesso: alcune piattaforme che ti saranno utili in questi giorni

Resta connesso: alcune piattaforme che ti saranno utili in questi giorni

Quelli che stiamo trascorrendo sono giorni molto difficili, in ambito sociale, economico, politico, ma anche assai complessi per la propria sfera personale, professionale, familiare: mai come in questo periodo, infatti, i rapporti di tutti i giorni sono messi in discussione e necessitano di nuovi strumenti per poter essere portati avanti.

L’utilizzo, da parte di tutti, degli strumenti di videocall ha fatto in modo che l’intera linea internet abbia raddoppiato l’uso di dati dal periodo precedente a questa crisi sanitaria: il che significa che internet è diventato uno strumento quasi essenziale per la vita di tutti i giorni. Addirittura, molti provider di servizi in streaming come Netflix, Now TV o l’ultimo arrivato Disney Plus, sono intervenuti in prima persona per limitare la propria banda di streaming, al fine di cercare di arginare l’intasamento delle reti.
Nuovi strumenti di videocall, si diceva: ma quali sono? E come si utilizzano?

A volte ritornano: le videochiamate con WhatsApp

Con nostalgia si ricordano le vecchie pubblicità di provider telefonici, come quelle della H3G, che portò all’inizio degli anni ’00 in Italia un servizio davvero innovativo: le videochiamate. Il costo eccessivo, la scomodità di utilizzo, un hardware ancora non all’altezza del servizio, però, hanno scoraggiato gli utenti, che continuavano a preferire le vecchie telefonate. E così è stato, fino a Gennaio del 2020, infatti, le videochiamate rappresentavano un servizio in uso solo nella sfera lavorativa, per permettere riunioni anche con personale sparso per tutta la penisola.
Eppure, all’improvviso, con l’avvento del Covid19 e con l’impossibilità di recarsi di persona a trovare parenti ed amici, le videochiamate hanno iniziato a diffondersi in maniera capillare in tutto il territorio e fra le persone di tutte le età.
Lo strumento più utilizzato, facile e comodo anche perché già installato nel 99% degli smartphone moderni, è WhatsApp: la funzionalità di videochiamata è stata introdotta dal marchio di proprietà di Mark Zuckemberg già a partire dal 2016, ma non ha mai preso piede fra i suoi utilizzatori, che hanno continuato ad utilizzarlo esclusivamente come strumento di invio di messaggi e note vocali. A pandemia iniziata, però, ecco che è diventato il principale strumento per mettere in contatto nonni e nipoti, fratelli e sorelle, amici e parenti impossibili da vedere di persona: la facilità di utilizzo e la diffusione anche sugli smartphone dei più anziani sono state le caratteristiche che ne hanno facilitato l’adozione da parte di tutti.

Non solo Whatsapp: le videochiamate di gruppo con Zoom, Google Duo e con Skype

Il principale limite di WhatsApp, parzialmente superato proprio negli ultmi giorni per gli utenti di Ios, è la possibilità di effettuare videochiamate al massimo fra 4 utenti diversi. Utilizzato solo su smartphone, inoltre, il programma non effettua un resize automatico dello schermo, andando ad ingrandire chi parla: semplicemente, il monitor viene ridotto in 4 parti più piccole, in ognuna delle quali prende posto un utente della videochiamata. Per questi due principali motivi, moltissima gente ha iniziato a cercare altri mezzi per effettuare videochiamate: si sono cercati programmi che superassero questi fastidi, e che potessero garantire un livello di servizio eccellente.
La scelta è caduta sull’ormai dimenticato Google Duo per gli utenti di smartphone, e Zoom Meeting per chi preferisce utilizzare un computer. Questi due programmi hanno in comune un’eccellente facilità d’uso e un’interfaccia grafica accattivante. Le videochiamate possono essere effettuate fra un numero illimitato d’utenti, e la qualità della connessione è davvero eccellente, anche utilizzando una banda dati di ridotta portata.
Altra alternativa, molto più datata ed utilizzata nel passato quando rappresentava una novità dell’intero settore, è Microsoft Skype: comodo e facile da utilizzare, ha dalla sua anche la maggiore diffusione rispetto ai due concorrenti, e può essere utilizzato sia su smartphone che su pc con estrema facilità. Il tasto dolente, però, è che necessita di una banda dati elevata per funzionare al meglio, cosa che non è sempre possibile fra gli utilizzatori italiani.

WhatsApp, Skype, Duo e altri: quali sono le finalità di utilizzo di questi programmi?

Oltre ai sopraccitati programmi, esistono moltissimi altri servizi che consentono di effettuare videochiamate a distanza: Messenger, Instagram, Viber, FaceTime, Hangout e Discord sono solo alcuni di questo elenco, che si allarga ogni giorno di più. Ma, nello specifico, quali sono le finalità di queste videochiamate e dei meeting on-line?
Iniziamo con il più diffuso, fra tutti gli utenti comuni: l’incontro “virtuale” fra parenti. Nonni e nipoti, zii e cugini, fratelli e sorelle: persone che, prima della pandemia, avevano contatti quasi quotidiani, oggi non possono più vedersi di persona; pertanto lo strumento della videochiamata diventa essenziale per mettersi in contatto in un modo più profondo rispetto alla consueta chiamata telefonica.
Il secondo utilizzo più diffuso, fra i fruitori di questi programmi, è quello lavorativo: la diffusione capillare dello smart working, reso quasi obbligatorio a tutte le aziende più grosse e abituate a contatti quotidiani fra management e dipendenti, ha obbligato tutti a dotarsi di strumenti per mettere in contatto le persone fra loro. In questo senso, l’utilizzo di Skype, Meeting e Duo ha reso possibile effettuare riunioni con moltissima gente collegata, che in questo modo è riuscita a stare in contatto giornalmente e ad essere sempre aggiornata sulle decisioni del proprio datore di lavoro.
Il terzo utilizzo più diffuso, specialmente in gruppi di amici anche numerosi, sono gli appuntamenti virtuali: aperitivi condivisi, cene consumate nel connubio reale-virtuale, the gustati contemporaneamente in diversi salotti nello stesso istante. Le uscite fra amici, le bevute al bar, gli aperitivi, le cene fuori: sono tutte cose che il Covid 19 ha cancellato dalle agende di moltissimi giovani, che, grazie all’utilizzo di questi programmi di videochatting, sono riusciti ugualmente a stare in contatto fra loro in questi modi innovativi.

Le video-chiamate ad alti livelli: chi le sta usando?

Se pensiamo alle videochiamate, la sfera familiare la fa da padrone: è però altrettanto vero che questa emergenza ha reso necessario questa tecnologia anche a persone famose, che hanno approfittato di questi strumenti per mettersi in contatto con la gente comune.
L’esempio più inerente è quello del premier Giuseppe Conte: le sue dirette in streaming (utilizzando Skype) sono entrate nelle case di milioni di italiani, curiosi di conoscere quello che in diretta aveva da dire. Solo con l’utilizzo della tecnologia questo è stato realizzabile: le domande dei giornalisti arrivavano grazie al collegamento reso possibile dalla tecnologia delle videochiamate.
Un altro personaggio famoso che l’ha utilizzato è il capo della protezione civile, Angelo Borrelli, durante le conferenze stampa giornaliere delle ore 18, in cui venivano comunicati i dati relativi al contagio del Corona Virus, e i giornalisti erano collegati tramite Zoom Meeting e potevano interagire con domande in diretta.

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