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Perchè chi fa sport è più felice

Perchè chi fa sport è più felice

Perché dopo una corsa o una partita di basket con gli amici si è più felici? Quella che si avverte è una sensazione di leggerezza e di serenità che fa sentire bene, perché ci si sente liberi dagli stress quotidiani.

Di questo senso di felicità se ne sono resi conto gli sportivi prima ancora degli scienziati. Il nostro corpo è infatti stimolato da alcune sostanze che fanno sentire chi pratica sport in modo regolare una persona felice e ottimista.

L’attività del cervello

L’Università di Cambridge in Inghilterra ha portato a termine uno studio che ha avuto per oggetto il legame tra la felicità e l’attività sportiva. L’analisi ha interessato un campione di oltre diecimila persone. Un gruppo oggetto dello studio praticava attività sportiva, mentre l’altro invece conduceva una vita sedentaria. La ricerca ha evidenziato che gli individui più felici erano quelli che erano stati fisicamente attivi negli ultimi quindici minuti. Lo studio è proseguito svolgendo un’analisi nel lungo periodo e ha rivelato che i soggetti più soddisfatti erano quelli che praticavano sport regolarmente. La felicità migliora la qualità della vita e all’origine di questo benessere c’è la presenza di alcune sostanze chimiche, le endorfine, che sono ormoni proteici prodotti dall’ipofisi. Quest’ultima è una ghiandola che si trova alla base del cranio. Il cervello è quindi l’organo responsabile dello stato di appagamento che si ha quando si pratica attività sportiva. Le endorfine sono talvolta definite droghe naturali e hanno un’azione analgesica ed eccitante paragonabile a quella degli oppiacei. Già dal 1975 si conosceva l’effetto di questi ormoni sul nostro corpo, tuttavia, solo negli anni successivi, si è ben compreso il meccanismo chimico attraverso il quale il cervello sia in grado di attivare e distribuire in tutto il corpo il senso di felicità e di appagamento naturale che è riscontrabile dopo l’attività sportiva. Questo avviene perché le endorfine sono neurotrasmettitori che si legano a specifici recettori e sono in grado perciò di far giungere il messaggio di soddisfazione a tutto il corpo grazie ad un sistema di collegamento tra il cervello e le terminazioni nervose. I neurotrasmettitori sono infatti dei messaggeri chimici del sistema nervoso che servono a comunicare informazioni o a stimolare le cellule muscolari o ghiandolari. Per questo motivo le endorfine riducono anche il senso di stanchezza genrale e innalzano anche la soglia del dolore, permettendo così di avere maggiore resistenza per poter sostenere allenamenti intensi e di lunga durata. Un altro studio inoltre, ha rivelato che le endorfine hanno un’azione analgesica particolarmente incisiva per alleviare mal di testa. Molti studiosi ritengono infatti, che le persone che hanno un basso livello di endorfine tendono più facilmente a sviluppare la cefalea.

L’attività sportiva e le beta-endorfine

Nell’attività sportiva sono coinvolte in particolare alcune endorfine specifiche. Queste sono le beta-endorfine che incidono tra l’altro anche sulla riduzione del senso di fame, sulla diminuzione dell’ansia e sul miglioramento dell’autostima. È infatti la combinazione di tutti questi elementi che dà quella sensazione di appagamento che un individuo avverte dopo lo sport. Il tasso di endorfina prodotto durante l’attività sportiva dipende però dall’intensità e dalla durata dell’allenamento. Alcuni sport, come la corsa, lo sci di fondo o il nuoto, comportano il rilascio di molte endorfine e di conseguenza producono una maggiore felicità rispetto ad altri. Molti studiosi parlano di “runner’s high”, lo sballo del corridore, per definire quello stato di eccitazione ed euforia che ha un corridore dopo un allenamento di circa trenta minuti. È infatti necessario sostenere un allenamento della durata di almeno trenta minuti per ottenere i risultati sperati. Questo dato ha trovato conferma in uno studio effettuato da alcuni ricercatori dell’Università di Bonn in Germania, che hanno lavorato in collaborazione con dieci atleti professionisti. A questi ultimi sono stati misurati i livelli di endorfina nel cervello sia prima che dopo l’allenamento. La rilevazione scientifica ha dimostrato che con un’attività sportiva di trenta minuti il livello di beta-endorfine era molto elevato. Alcuni sostengono però che l’attività sportiva può anche non essere eccessivamente intensa e che è sufficiente sostenere uno sforzo lieve per essere felici. Per sforzo lieve si intende un’attività che permetta comunque di avere una conversazione durante l’allenamento. Per gli anziani ad esempio sono perciò sufficienti alcuni minuti di attività due volte la settimana per avere un senso di felicità. Non è quindi determinante che ci sia una condizione di particolare affaticamento per avere il relativo appagamento. La costanza degli sportivi può essere spiegata quindi non solo dal senso di sacrificio che è molto alto nei professionisti, ma anche dall’abitudine ad un elevato rilascio delle endorfine. Gli sportivi, infatti, non vogliono rinunciare a quello stato di benessere che è conseguente all’allenamento, per cui preferiscono non saltare alcuna sessione di training. Una ricerca internazionale compiuta dagli studiosi della Facoltà di Medicina dell’Università di Yale negli Stati Uniti e dell’Oxford Centre for Human Brain Activity presso l’Università di Oxford, Regno Unito, ha fornito dati molto utili per gli sportivi non professionisti. Un allenamento di quarantacinque minuti fatto per quattro volte a settimana mantiene alto il livello di felicità nel tempo. Il cattivo umore e lo stress possono infatti essere combattuti anche in questo modo.

Lo sport e la ricetta della felicità

Con il passare del tempo le endorfine cambiano il modo di affrontare le problematiche giornaliere in quanto si ha una sensazione di carica e benessere che perdura e che pertanto incide positivamente sulla gestione del quotidiano. Per questo motivo molti psicoterapeuti consigliano agli individui affetti da depressione di praticare anche alcune sedute sportive che si affiancano ad una terapia adeguata alla patologia da trattare. Lo sport infatti da solo non è sufficiente a trattare un disturbo psichico così complesso, ma è di grande aiuto. Le beta-endorfine sono di supporto anche quando si sta affrontando una malattia e si ha bisogno di energia positiva per gestirla. Molte ricerche sostengono che la loro produzione in seguito ad un’attività sportiva possa essere di supporto per mantenere la calma e la lucidità quando si è affetti da patologie gravi che richiedono una grande presenza di spirito. La soddisfazione legata all’attività sportiva è infatti la conseguenza della capacità delle endorfine di dare la sensazione di sentirsi scaricati e liberi dalle tensioni quotidiane. L’ottimismo chiaramente non basta, ma può aiutare nella gestione delle difficoltà. Lo sport di gruppo, inoltre, aiuta a instaurare con gli altri dei rapporti sani e costruttivi, ed in questo il rilascio di endorfine ha un ruolo fondamentale. Ecco perché anche gli sport di squadra conferiscono un particolare senso di appagamento e serenità. Se non si vuole far parte di una squadra, si può comunque scegliere di fare attività sportiva in compagnia, ad esempio andando in palestra o facendo jogging al parco insieme agli amici. Tutte queste attività aiutano a mantenere un buon equilibrio mentale e danno perciò un senso di benessere e di soddisfazione. L’importante è quindi scegliere l’attività sportiva che si preferisce e farla in modo continuato senza esagerare, sembra essere proprio questa la ricetta della felicità! Alcuni dicano sia l’elisir di lunga vita, di certo essere felici aiuta a vivere meglio.

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